Castello Pellegrini

La prestigiosa proprietà, che è collocata in posizione collinare dominante sul lago ed è circondata da un parco secolare, include Castello Pellegrini, uno Châlet e un Cottage.
Leggi tutto

L’idea romantica della villeggiatura trova in questa proprietà la giusta espressione, la panoramicità verso il lago permette di godere di una suggestiva atmosfera ricercata e rilassante.
Il parco privato, che con un’estensione di 12.000 mq fa da cornice alla villa, presenta i caratteri formali del giardino all’italiana e si sviluppa su diversi terrazzamenti, caratteristica che contraddistingue i giardini delle ville di questo tratto di lago.
La proprietà è stata pubblicata nel 2002 sul volume “Giardini e ville del Lago Maggiore, un paesaggio culturale tra Ottocento e Novecento” a cura di Renata Lodari, edito da Centro Studi Piemontesi e nel 2010 sul volume ”Dimore di Lago” Scenari s.r.l., Andrea Lazzarini Editore.

Il Parco di Castello Pellegrini
Il fascino delle rive del lago Maggiore era noto prima della costruzione delle ville e dei giardini che ne hanno modificato l’aspetto nella seconda metà dell’Ottocento, già con il Grand Tour infatti si era consolidata un’immagine pittoresca e romantica del lago, apprezzato per gli aspetti naturalistici e ambientali delle sue isole giardino e decantato in Italia e all’estero grazie alla numerosa narrativa, quasi un’invenzione letteraria trasfigurata in realtà geografica, paesaggistica, culturale e pittorica.
E’ nel formarsi della molteplicità di ville e giardini del lago che cogliamo uno spazio culturale e un valore paesaggistico.
Il paesaggio si trasforma in relazione alle condizioni storico-culturali dell’epoca e al dilagante fenomeno insediativo della villa e del giardino di villeggiatura.
L’idea romantica della villeggiatura, la presenza di una sociabilité intensa che si svolge tra una villa e l’altra coincide con la trasformazione antropica sulle componenti naturali del paesaggio e ne determina i modelli e gli stilemi riscontrabili a tutt’oggi.
La struttura e la forma che prende il paesaggio lacustre e che assume la villa nelle caratteristiche tipologiche e insediative e nelle sue valenze sociali e mondane, diventa espressione del valore di un paesaggio culturale, che affonda le radici nella rapporto tra la villa e il giardino.
La villa predilige la logica della panoramicità verso il lago, che viene garantita con la costruzione di terrazzamenti a giardino  che si insediano seguendo la costa e assecondano i caratteri orografici e morfologici dei pendii, dando origine ad un tipico esempio di continuum insediativo.
Anche il  giardino relativo a Villa Poggio Castello “Pellegrini” si inserisce all’interno di un contesto paesaggistico di notevole importanza, ed essendo ubicato in area collinare con vista sul Lago Maggiore, appartiene ad un ambito a forte valenza panoramica, acquisendo l’immagine di luogo simbolico e di interesse naturalistico.
Il giardino gode di un’estetica propria che, per quanto attiene al suo aspetto formale,  riassume le concezioni estetiche che attraversano in quel secolo l’arte dei giardini.
Anche se oggi si presenta come un parco trascurato e quasi boschivo, in realtà si rifà concettualmente alle forme classiche del giardino all’italiana.
La riproposizione del giardino formale all’italiana, affermatosi dapprima in Inghilterra negli anni compresi fra il 1840 e 1850, divenne poi un revival frequentissimo anche nel resto d’Europa.
Questa moda proponeva un giardino organizzato con terrazze sovrapposte, scalinate, percorsi e punti panoramici da cui osservare non solo il paesaggio ma anche il disegno del giardino.
Nel giardino di Villa Castello si possono riconoscere i tradizionali caratteri del giardino italiano del Cinquecento adattati al gusto eclettico d’inizio secolo con l’uso di terrazzi, balaustre, statue, fontane, un sistema di piccole balconate, scalee e percorsi che prediligono il rapporto con il paesaggio circostante e la funzione panoramica delle viste prospettiche.
Si evidenziano inoltre resti e tracce di qualche elemento architettonico di rilievo:

  • le colonne in marmo rosa di Baveno caratterizzano  “la passeggiata romantica archeologica” che si sviluppa a sud-est di Villa Castello  Pellegrini;
  • 3 piccole grotte in rocaille,  collocate in punti strategici (uno all’ingresso principale carrabile, uno all’ingresso del percorso pedonale e uno sul terrazzamento-belvedere sottostante la villa).Le grotte, elemento tipico delle ville europee cinquecentesche avevano inserite al loro interno statue raffiguranti figure della mitologia greca (Pan che suona la siringa allegato n.6, Atteone allegato n.7, figura mitologica allegato n.8, Il satiro allegato n.9),
Allegato 6 - Statua - Pan che suona la siringa

Allegato 6 - Statua - Pan che suona la siringa

Allegato 7 - Statua - Atteone

Allegato 7 - Statua - Atteone

Allegato 8 - Statua – Figura mitologica

Allegato 8 - Statua – Figura mitologica

Allegato 9 - Statua - Il satiro

Allegato 9 - Statua - Il satiro

Solo una statua, che rappresenta Il satiro, resta conservata nella sua posizione originale, all’interno del ninfeo del terrazzo-belvedere sottostante la villa;

  • un sistema di scalee e punti belvedere con panchine per una sosta contemplativa (allegato n.10, 11);
  • resti di basamenti in cls per la collocazione di statue e vasi e due obelischi (allegato n.12) che introducono alla scala che dà l’avvio al  percorso pedonale che conduce alla villa.
Allegato 10 - Fotografia storica del giardino - Scala accesso terrazzo fronte Villa

Allegato 10 - Fotografia storica del giardino - Scala accesso terrazzo fronte Villa

llegato 11 - Fotografia storica del giardino - Scala vista da Ingresso Civ.28

Allegato 11 - Fotografia storica del giardino - Scala vista da Ingresso Civ.28

Allegato 12 - Fotografia storica del giardino - Ingresso da Statale del Sempione

Allegato 12 - Fotografia storica del giardino - Ingresso da Statale del Sempione

Anche l’acqua trova spazio e identità all’interno di questo giardino e viene convogliata per creare un effetto visivo e sonoro attraverso un sistema di piccoli “ruscelli” che partono dalle pendici e arrivano a valle.
Le essenze vegetali registrano una prevalenza di alberi ornamentali quali libocedri, tigli, conifere  varie, magnolie, palme,  canfore, liriodendri e di macchie di acidofile quali ortensie, azalee e camelie, tipiche essenze del giardino novecentesco.